SPECCHIO NERO

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MADDALENA TESSER X FRANCESCA VITALE

Quando ho visto dal vivo un dipinto di Maddalena Tesser,  immediatamente la mia mente ha sentito la libertà di muoversi in  uno spazio diverso dal nostro, cosciente e immaginifico allo  stesso tempo, in cui volti, corpi e dettagli umani si immergono in  luoghi onirici, quasi come se ci trovassimo catapultati nella  traduzione pittorica di “Sogno di una notte di mezza estate”.  Maddalena Tesser, classe 1992 della provincia di Treviso, con  dolcezza e trasparenza racconta a me e ai lettori di Osservatorio  Futura il suo modo personale di cogliere le sfumature dell’arte,  attraverso la luce, usata per illuminare dettagli che rapiscono  l’occhio dello spettatore.  


Maddalena Tesser, Senza titolo ,2021,25x30cm,oil on canvas, private collection – courtesy l’artista

FV Come nasce la tua passione per l’arte e la pittura? E quali  sono i tuoi primi ricordi legati a queste?  

MT Dicevano che fossi una bambina curiosa. Dei ricordi d’infanzia  rammento la grande energia nell’imparare a costruire, trasformare  e giocare. Amavo cercare, osservare, toccare tutte le cose.  Ad oggi, sono certa non sia cambiato il mio modo di vedere.    

FV Com’è avvenuta la tua formazione artistica ?  

MT Attraverso il disegno. Ho imparato ad esprimermi attraverso la  linea. Studiando la linea dei miei maestri, fisici e immaginari, e  costruendo un mio linguaggio attraverso il segno.  

Ho avuto la grande fortuna di incontrare delle menti straordinarie  che mi hanno guidata e dalle quali ho appreso molto di quel che  conosco.  

FV I tuoi dipinti “specchio nero” mi ricordano delle inquadrature close up; sono misteriosi, intriganti e, ritraendo il soggetto da dietro, anche per certi versi inusuali.  

Spesso nel cinema o nella fotografia, riprese così avvicinate  hanno lo scopo di raccontare qualcosa di interiore del soggetto. È  così anche nel tuo caso? Ci potresti raccontare qualcosa della serie “Specchio nero”?  

MT Nel dipingere questa serie di tele, pensavo a dei ritratti  rovesci; di dare corpo a delle identità osservando e ricamando la corporatura, l’armatura illuminata dallo sguardo dell’osservatore.  Sono delle apparizioni, dei corpi involucro che concedono uno  sguardo alla loro fisicità, alla loro presenza, ma che  contestualmente escludono il loro sguardo. Elle si rivolgono altrove.  

Penso che la luce sia l’elemento che determina la pittura, dalla  quale divengono, in comunione, cinema e fotografia: naturalmente  il riferimento è esatto. Il risultato del mio lavoro è stato quello di creare una riflessione intima, mentale ed in qualche  modo struggente.  

Maddalena Tesser, Specchio nero, 2021, 50x40cm, oil on canvas, private collection – courtesy l’artista
Maddalena Tesser, Specchio nero, 2021, 50x35cm, oil on canvas, private collection – courtesy l’artista
Maddalena Tesser, Specchio Nero, 2021, 50x35cm, oil on canvas, courtesy of the artist and Galerie Rolando Anselmi

FV Ho notato che i soggetti delle tue opere sono sempre femminili.  C’è qualcuno a cui ti ispiri in modo particolare?  

MT Le figure femminili che animano il mio lavoro appartengono alla  mia sfera immaginifica. Arrivano e spariscono per poi ritornare.  Compaiono nei momenti delle mie giornate, camminando, leggendo un  libro o conversando con qualcuno, ma anche ricercando e osservando  molto le immagini e la storia delle stesse.  

Maddalena Tesser, Sirene, 2021, 148x197cm,oil on canvas, private collection – courtesy l’artista

FV Quali sono i dettagli su cui ti soffermi di più osservando o  pensando al futuro soggetto che comparirà sulla tela?    

MT Ritorna la luce. Ecco, i dettagli si manifestano ed  arricchiscono nei punti in cui scelgo di far rimbalzare la luce.    

FV Osservando i tuoi lavori è affascinante notare come quasi tutte  le ambientazioni siano il giusto connubio tra realtà e finzione,  veglia e sogno.  

Ci sono luoghi da cui prendi spunto quando dipingi ?    

MT Nella mente ci sono posti che abbiamo conosciuto ma che in  qualche modo percepiamo come fossero altri, trasformati. Ancora,  ci sono posti mai visitati dei quali conosciamo ogni dettaglio e odore. Così, immagino i miei luoghi.  Li definisco come se una voce mi leggesse un racconto.    

FV Quale senti sia stato il tuo più grande successo fino a questo  momento? E dove punti di arrivare? O a che cosa aspiri ad essere? 

MT Sono convinta che il più grande successo sia cercare la  libertà, ciò che mi rende libera è realizzare immagini, quindi  altri mondi. Ogni opera quotidiana è un emblematico successo che, penso mi guiderà ad attraversare la vita per approdare, magari,  ancora dove non so.